Ciao, sono Arianna, una giovane ragazza di 19 anni e da poco ho iniziato una relazione importante con un ragazzo di cui sono molto innamorata. È la prima volta che sto così bene con un ragazzo, ma vivo nel terrore che da un momento all’altro possa lasciarmi per il mio problema. Ho un problema grave nei rapporti sessuali, non riesco a vivere bene quel momento, quando il mio ragazzo cerca di entrare dentro di me mi sento male, inizio a sudare e a tremare, quasi svenire. Lui non mi fa pressioni, mi dice che può succede e che prima o poi passerà, ma io mi chiedo per quanto ancora potrà sopportare questo mio Handicap e spesso mi domando come potrò mai avere un figlio. Vorrei iniziare un percorso, ma ho paura che sia molto doloroso. ?Ho sentito parlare dell’assertività come strumento per interagire con i bambini, soprattutto nei momenti “no” quando sono in preda a crisi che noi banalmente chiamiamo capricci. Mi piacerebbe leggere qualcosa a riguardo: avete suggerimenti?
Arianna
Carissima Arianna,
il tuo messaggio ha suscitato in me moltissime emozioni e sensazioni, seppur attraverso un computer e con poche righe è facilmente percepibile il tuo dolore, la preoccupazione che provi in questa fase della tua vita, le paure che scaturiscono dal tuo disagio. Vista la reazione emotiva alla tua mail, la cosa più giusta è prendere tutti i pensieri e andare in ordine: come prima cosa è fondamentale analizzare il comportamento sessuale nell’essere umano, l’individuo uomo è mosso geneticamente e psichicamente all’atto sessuale, questo è legato alla genetica e alla sopravvivenza della specie. Deteniamo in noi dunque forze psichiche, pulsioni sessuali intese propriamente come tali che fanno parte del nostro bagaglio filogenetico e culturale, ma non solo, è ormai ampiamente riconosciuto come il rapporto sessuale sia influenzato da plurime variabili e aspetti, che possono essere sociali, culturali, familiari, individuali ecc.. insomma, la sessualità è probabilmente uno degli aspetti più naturali e impressi nella nostra vita, ma non per questo così semplice nella pratica. Tutta la sessualità vive di condizionamenti esterni e al di là delle variabili culturali e sociali, un aspetto fondamentale è il condizionamento familiare, come abbiamo vissuto la sessualità nella nostra famiglia, quanto ci è stato possibile esprimerci come persone, separarci dalle nostre figure genitoriali. Nella mia esperienza ho potuto osservare però che un aspetto di primaria importanza per vivere una sessualità libera e spensierata sia il corpo, il nostro sentirci “piacenti”, belle agli occhi del nostro uomo o della nostra donna è in realtà solo una proiezione di quanto ci sentiamo belle per noi, desiderabili, amabili. Il tutto è reso ancora più difficile dall’età, sei ancora molto giovane, ma probabilmente hai finito la scuola e sei in una fase di passaggio in cui si avvicina l’essere adulta, in cui stai per diventare una donna e come ogni donna senti il bisogno di crescere, senti la spinta vitale alla sicurezza di te stessa, alla naturalità di essere nel mondo, alla gioia di essere prima o poi una donna madre, di generare, di crescere, di curare, di amare.
Arianna molto ci sarebbe da dire sulla tua difficoltà, sulla penetrazione, su quanto questo possa farti sentire invasa, quanto sentire qualcun altro dentro di te possa farti sentire sporca, o assalita, se quel rapporto nelle tue fantasie, nelle tue rappresentazioni psichiche possa essere violento, cruento, brutale. Ci sarebbe moltissimo di cui parlare, di cui scrivere, da interpretare insieme, ma queste sono informazioni generiche, non applicabili ne indossabili da tutti, scriverti ancora ipotesi Arianna significherebbe solo aggiungere caos, forse paura, aprire porte che forse non sono le tue e bloccare così un processo che solo tu, insieme a qualcuno che ti guidi puoi scoprire. Il mio consiglio è forse scontatamente quello di affrontare il problema, un bravo professionista non toccherà mai troppo forte il tuo dolore, non ti spingerà mai a parlare o affrontare temi che tu non sei pronta ad affrontare ma rispetterà i tuoi tempi che sono tuoi e di nessun altro.
So bene quanto possa essere difficile trovare la forza, il coraggio di fare il passo, prendi il tempo di cui hai bisogno, ma nel frattempo non colpevolizzarti, non attribuirti stati che non ti appartengono, parli di te con un handicap, Arianna rispetta il tuo dolore tu, in prima persona, datti il tuo tempo, non durerà per sempre, l’essere umano cambia e si modifica, troverai la forza e la motivazione per metterti in discussione e riuscirai a vivere il rapporto sessuale con serenità e libertà.
Nel frattempo ti abbraccio e ti faccio un grandissimo in bocca al lupo, abbi cura di te!
