Diventare genitori è un percorso difficile che comporta un processo di cambiamento e di ridefinizione dell’identità sia del singolo individuo che della coppia.

Si tratta non solo di passare dalla dimensione della coppia allo “status genitoriale”, ma
anche effettuare il passaggio tra l’essere figlio ed essere genitore, dunque passare dalla dimensione di ricevere cura a dare cura. Tutto questo rappresenta una transizione che modifica la vita e l’organizzazione familiare e implica “aggiustamenti” e nuove modalità di funzionamento che si basano su diversi aspetti, le due differenti personalità dei genitori, la famiglia che a loro volta hanno avuto, il livello sociale e dunque il supporto della rete su cui possono contare nel crescere il proprio bambino.

Diventare genitori, infatti non è un episodio circoscritto nel tempo, ma dura tutta la vita e comprende i compiti collegati ai ruoli e alla posizione che ciascun soggetto occupa all’interno del sistema familiare, che, come sistema, deve affrontare nuovi compiti di sviluppo: modificarsi per far spazio al nascituro e sostenerlo attraverso un legame forte (caloroso, fiducioso, legato al senso delle proprie “radici”) ma anche abbastanza flessibile da supportare lo sviluppo della sua identità personale. Un bambino nasce prima di ogni altra cosa nella mente, nella fantasia del genitore e viene custodito lì per anni, un figlio può essere fantasticato da molto giovani o può realizzarsi nella mente di chi lo crea solo nel momento in cui si incontra la persona che meglio si ritiene adatta a contribuire nel creare il proprio progetto di vita.

Queste fantasie sono vive e danno vita all’immagine, all’aspettativa su quel figlio che meglio potrà esprimere la parte più “sanamente” egoistica di noi. Dunque il desiderio di “prendersi cura di” qualcun altro si manifesta precocemente e trova espressioni diverse a seconda delle modalità immaginative e rappresentative che sono a disposizione dell’individuo nei vari momenti dello sviluppo. Spesso però questo desiderio, al momento della nascita, si traduce in difficoltà reali, per cui, uno dei bisogni che i genitori esprimono è l’opportunità di trovare spazi di confronto e condivisione con altri adulti sulle responsabilità e le fatiche dell’educare.

Motivo per cui sono sempre più in aumento gli interventi richiesti di tipo psicologico che aiutino i genitori a relazionarsi meglio con i propri figli, e soprattutto li aiutino a far fronte sempre ai più numerosi problemi che possono caratterizzare la crescita di un bambino.

Il sostegno genitoriale è uno degli elementi importanti in grado di ridurre comportamenti a rischio e favorire il benessere emotivo dei figli e dell’intera famiglia. Sempre più spesso i genitori ricorrono a chiedere aiuto, sia dal punto di vista della gestione familiare o del figlio quasi sempre “troppo vivace, eccessivamente attaccato alla madre, con difficoltà alimentari o nel ciclo del sonno, problematiche circa l’adattamento a scuola, ecc..” questo è quanto riportato dai genitori.

A volte si richiede un sostegno o anche solo una consultazione per riuscire a gestire lo stress, lo stress di essere madri lavoratrici con forti sentimenti di colpa circa “l’abbandono” (così viene vissuto dalle madri) dei loro figli durante il giorno, la difficoltà nel trovare uno spazio per se, per il proprio benessere o per la propria salute, oppure per la difficoltà ad entrare in contatto con un figlio, così diverso da noi da non riuscire a superare le barriere che durante l’adolescenza possono mettere all’angolo un genitore.

All’interno dello studio, è attivo un progetto che si propone di attivare un intervento che si caratterizza per un coinvolgimento attivo dei genitori, creando un “luogo” che offra occasioni di sostegno reciproco tra adulti in cui condividere l’esperienza della genitorialità. Lo scopo è quello di sostegno reciproco tra adulti in cui condividere la fatica e la gioia di essere genitori, facilitando la comunicazione e la conoscenza tra le famiglie e invitando alla condivisione di esperienze, dubbi e soluzioni educative. Le attività vengono svolte in gruppo o attraverso un sostegno individuale con il singolo genitore, oppure in coppia.