Ho sentito parlare dell’assertività come strumento per interagire con i bambini, soprattutto nei
momenti “no” quando sono in preda a crisi che noi banalmente chiamiamo capricci.
Mi piacerebbe leggere qualcosa a riguardo: avete suggerimenti?
Elisa, mamma di un bambino di 3 anni
Cara Elisa,
colgo con piacere l’occasione della tua domanda per approfondire il concetto di assertività, concetto nuovo, stimolante e utile in campi molto diversi.
Cominciamo con il dire che il termine assertività deriva dal latino “asserere”, dunque asserire, in qualche modo potremmo tradurlo con “affermazione di sé”, in tal modo infatti, potremmo dire che l’assertività consiste in un equilibrio tra la capacità di esprimere i propri stati e contenuti interni, attraverso una comunicazione efficace, con una buona quota di stabilità emotiva, nel pieno rispetto delle caratteristiche nostre e di chi ci ascolta.
L’assertività prevede dunque un interlocutore, ma rappresenta anche un modo d’essere.
Ne sentiamo oggi parlare moltissimo, nel campo del lavoro, del supporto psicologico, nella psicologia dello sviluppo, esistono diverse tecniche per incrementarla, tecniche assolutamente efficaci e utili come esercizio per la relazione con sé stessi e con l’altro. Si tratta in realtà di una continua negoziazione, la ricerca di un compromesso tra i propri e gli altrui bisogni nella vita quotidiana, a casa, a scuola, in ufficio, si tratta di attendere, soffermarsi qualche secondo sul pensiero ed esprimersi in maniera tale che ciò che desidero e ciò che mi sono prefissato possa coincidere con la libertà e la soggettività dell’altro. Indubbiamente la comunicazione è lo strumento fondamentale, le parole che scegliamo, il tono della voce, la nostra prossemica, ovvero il nostro muoverci all’interno dello spazio a noi circostante durante la comunicazione è il principale veicolo per modificarci e tentare di essere più assertivi.
Potremmo trovare una grande sorpresa nel vedere come l’altro cambia in base a come noi decidiamo di comunicare: “stiamo facendo tardi, devi sbrigarti, la maestra poi si arrabbia”, è molto diverso da “adesso facciamo veloci veloci così entriamo tutti insieme con gli amichetti a scuola”, oppure “non capisci nulla, sono settimane che sto male ma tu come sempre non te ne sei accorto” da “è un po\’ di tempo che sento che c’è qualcosa che non va e ho davvero bisogno che tu mi aiuti a capire cosa succede in me e che mi stia vicino”.
L’assertività è dunque un modello a cui aspirare, una capacità da motivare e stimolare tutti i giorni, tuttavia, mi sento di sottolineare alcuni aspetti controversi. Se tutti iniziassimo a parlare in maniera assertiva, esattamente come molti testi e manuali ci suggeriscono, potremmo assistere a un fenomeno bizzarro e forse irritante, un mondo fatto di comunicazioni rigide e tutte uguali, prive delle caratteristiche fondamentali di ognuno di noi. Questo avviene principalmente con le madri, mamme che sotto la spinta della pressione sociale e del “dover essere una brava madre”, finiscono per divorare libri che tendono a confermargli la loro inefficacia, sostituendo all’individualità pacchetti di parole preconfezionate. Un altro aspetto su cui soffermarci, a mio avviso, è l’impossibilità in molti e frequenti casi di mettere in campo tali richieste. Pensiamoci bene, la maggior parte di chi sceglie di approcciare alla lettura o all’approfondimento del concetto di assertività lo fa perché sente che qualcosa di lei/lui va modificato, che qualcosa non funziona e va risistemato. Una crisi matrimoniale, un’irritabilità importante con i colleghi e nei luoghi di lavoro, una difficoltà a interagire con una persona specifica, molto spesso anche per ansia, tensione, scoppi di collera. Molto frequentemente sento raccontarmi dai pazienti pregressi tentativi di “autocura” che hanno comportato spese folli di libri e pomeriggi su youtube nel tentativo di carpire tecniche, va bene, ancora non c’era la vera motivazione, ancora non si era pronti per partire, chiedere aiuto, o anche solo chiedere un consulto, fare qualche incontro per capire insieme, semplicemente fare ordine e ristabilire un equilibrio.
L’assertività è un concetto moderno e importante, che ha aperto la strada a nuovi percorsi e progetti, ma non è sufficiente se siamo in difficoltà, non può essere la copertina di linus dietro cui nasconderci, alcune problematiche e soprattutto noi stessi meritiamo di trovare un nostro modo di essere, di comunicare, di esprimere i nostri bisogni, di trovare parole che siano in linea con il nostro respiro, con la nostra storia, con quanto siamo stati feriti o incoraggiati, meritiamo più spazio e più tempo dello spazio e del tempo di un libro.

