Buonasera, sono la mamma di un bambino di 11 anni che usa moltissimo il Tablet e il computer. Sono preoccupata visto il dibattito sull’argomento, vorrei che utilizzasse di più giochi reali, che leggesse libri e si dedicasse al disegno. Ho pensato di limitare il Tablet a un’ora al giorno ma non so se possa essere la cosa giusta. Potrebbe darmi qualche consiglio?

Cara Mamma,

il suo bambino e tutti i bambini di questa realtà sociale tecnologica sono assaliti da stimoli mediatici da cui è difficile scappare, esimersi dall’utilizzo di tecnologie all’avanguardia oggi sembra impossibile e arcaico, fuori moda, sembrerebbe di essere in una posizione di svantaggio. La sua posizione è invece più che comprensibile, la preoccupazione genitoriale circa i social è quantomeno auspicabile vista la quantità di materiale aggressivo e violento che si trova nel web e dei pericoli che si corrono navigando su internet, sono molte le mamme che mi sottopongono queste domande, che si trovano in difficoltà nel gestire questa dinamica.

Sono d’accordo con lei, credo sia giusto che il bambino sappia che può utilizzare lo strumento per un’ora (anche qualcosa di più) al giorno, questa decisione detiene due aspetti fondamentali, la prima è la regola, la sana regola per cui mamma e papà sanno cosa è giusto per me e devo fidarmi di quello che loro ritengono giusto per me”, è da questa regolazione tra giusto e sbagliato fornito dal ruolo genitoriale che il bambino imparerà a guardare e trovare il limite di lui nel mondo. Il secondo punto riguarda la sperimentazione, limitando l’utilizzo dei social si fornisce al bambino la possibilità di sperimentare anche altro, il gioco classico, quelli con cui giocavamo noi, i giochi semplici, quelli carta e penna e con questo mi permetto di aprire un capitolo, la noia. Il bambino che non trova immediatamente l’attività da svolgere sul tablet, che non ha l’applicazione di Tic-Toc o che non spara sulla Play, dopo aver giocato con i giocattoli in casa, potrebbe annoiarsi, fare i capricci, piagnucolare perché non sa cosa fare; questo stato di noia è in realtà una delle più grandi risorse per l’infanzia poiché è dalla noia che si stimola la fantasia, la creatività, è dalla noia che il bambino si ingegna e inventa cose nuove attraverso cui scoprire cosa può fare con le sue mani e con la sua mente. Creare significa generare qualcosa, produrre qualcosa di proprio, che viene da noi, questo aspetto è fondamentale per l’autostima, per il proprio senso di autoefficacia, oltre che per scoprire le proprie potenzialità, risorse e soprattutto inclinazioni.

Devo però fare una breve precisazione, è giusto limitare l’utilizzo della tecnologia, ma è altrettanto sbagliato ridurla completamente. Ho conosciuto genitori che con tutto l’amore e i buoni propositi del mondo evitavano di far mangiare ai loro bambini cibi confezionati, privavano loro della televisione e dei social con scopi assolutamente bonari, genitori che impongono l’orario del sonno alle 20 della sera; ogni genitore sceglie la linea educativa da adottare con il proprio figlio, ma dal punto di vista Psicologico la realtà familiare non può essere l’antitesi della realtà sociale, del mondo esterno, un bambino che non gioca con i social, che non ha mai guardato la televisione, che non ha mai giocato a sparare con una pistola è un bambino vissuto in un tempo diverso, in un tempo “non suo”, rischiamo in tal modo, di crescere figli disadattati, vissuti in una realtà interna troppo distante da quella esterna, rischiamo cioè, di rendere troppo complicato loro questo passaggio di integrazione che, nella fase adolescenziale, sotto la spinta del bisogno di trovare la propria identità, può scaturire in una durissima ribellione. Per questo la verità a volte è nel mezzo e la migliore risposta tra quello che sarebbe giusto fare e quello che socialmente accade è la regola del tempo e dello spazio, un tempo e uno spazio per ogni cosa, il giusto tempo per ogni cosa della nostra vita.