PSICODIAGNOSTICA
Valutare e diagnosticare un disturbo, un disadattamento, una psicopatologia o semplicemente di effettuare un quadro personologico
Valutare e diagnosticare un disturbo, un disadattamento, una psicopatologia o semplicemente di effettuare un quadro personologico
La Psicodiagnostica è una branca della psicologia che si occupa di valutare e diagnosticare un disturbo, un disadattamento, una psicopatologia o semplicemente di effettuare un quadro personologico alla persona che accede al colloquio e a cui vengono sottoposti una batteria di test.
I test sono strumenti psicologici di varia natura, comunemente si definiscono test di livello tutti quegli strumenti psicometrici che individuano delle capacità mentali, tra questi individuiamo test come la WAIS o le matrici di RAVEN, il MiniMental o il Test della Torre di Londra, il test dell’orologio e molti altri. I Test che sono appena stati citati, hanno una forte base psicometrica e sono perlopiù strumenti indicativi dell’intelligenza o meglio, delle varie intelligenze o che indicano capacità esecutive o mnestiche, motorie o spazio temporali, linguistiche e comunicative. L’altra grande tipologia di Test psicologici è quella definita Proiettiva e tra i più famosi annoveriamo il Test di Rorschach, l’MMPI-2, i test grafici (albero, figura umana, famiglia, bambino sotto la pioggia, della luna), il TAT, il Warteg. Questi test hanno la grande capacità di consentire all’individuo di partire da un dato percettivo oggettivo e proiettare (trasferire) su di esso, parti interne, vissuti, traumi, esperienze e relazioni, di tipo consapevole, ma soprattutto inconscio. Anche questa tipologia di strumenti di fonda su valide conferme statistiche, poiché sottoposti ormai da decenni a periodiche rivisitazioni e standardizzazioni in tutto il mondo, pur rimanendo di forte matrice interpretativa.

La Psicodiagnostica è stata negli ultimi anni ampiamente rivalutata, per diversi motivi, uno tra i più importanti, la capacità dello strumento di produrre informazioni mediamente sottili e adeguate, ma non inconfutabili, sull’individuo, consentendo così all’esperto di intervenire e scegliere il percorso o il trattamento più adatto in un minor tempo possibile.
Nell’ambito puramente clinico, la psicodiagnostica è estremamente utile, poiché consente in maniera pragmatica di indirizzare l’intervento e proporre il progetto terapeutico, alcuni test come i grafici, sono inoltre utili da risomministrare (re-test) a distanza di tempo dall’inizio della terapia, per dimostrare e rendere consapevole il paziente dei cambiamenti e dei miglioramenti ottenuti durante il processo terapeutico.

A tal proposito, torna piacevolmente alla mia memoria una paziente molto giovane che ho sostenuto per diversi mesi, mi torna alla mente come è stato bello disegnare ancora una volta il penultimo incontro e leggere la soddisfazione e al tempo stesso l’incredulità nello sguardo pieno di lacrime di G., nel vedere la sua figura disegnata sotto la pioggia, non più nascosta e di profilo, ma sotto il suo ombrello colorato, protetta e sorridente e con un fluorescente sole in arrivo.
Non esiste inoltre l’esclusività dello strumento, può essere utilizzato infatti con adulti, bambini e anziani (in base alle varie fasce di età, per quanto riguarda i test di intelligenza infatti la Wisc è indicata per i bambini e la Wais per gli adulti, in età ancora più precoci può essere utilizzata la Scala Laiter per avere un indice di sviluppo; per i test di personalità esiste l’MMPI-A, versione per adolescenti e MMPI-2 per adulti, il test di Rorschac può addirittura essere somministrato dai quattro anni in su). Alcuni test vengono invece definiti cultural free come le matrici di Raven o il Test di personalità basato sugli studi dei Big Five, studiati e strutturati appositamente per escludere tutte quelle variabili culturali e ambientali, che variando nelle differenti culture e società, in base alle tradizioni, alle usanze e al linguaggio, rendendo così impossibile parlare un linguaggio comune. A tal proposito infatti, è importante sottolineare come, l’utilizzo di questi strumenti, spesso basati su importanti manuali diagnostici internazionali, rendano possibile lo scambio e la comunicazione tra professionisti di diversi indirizzi, come psicoterapeuti di diverso indirizzo, ma anche per professionisti di diverse discipline, come lo psicologo e lo psichiatra o il logopedista e lo psicologo.
Tengo però sempre molto a sottolineare alcuni aspetti che ritengo di fondamentale ed etico assetto; l’utilizzo della testistica in modalità esclusiva non può ritenersi sufficientemente esaustiva se non, accompagnata da uno o più colloqui diagnostici, poiché è solo attraverso il confronto clinico che lo psicologo può effettuare una diagnosi, è inoltre da ritenersi sconsigliabile l’utilizzo di un singolo test per effettuare una diagnosi, sia a livello clinico ma soprattutto giuridico-forense, consiglio quindi sempre di approcciare con una batteria di almeno due o tre test (ad esempio Matrici di Raven, MMPI-2 e Rorschach).